Il fascino del sempreverde: il Lauroceraso
- Magda Massaglia
- Jan 3
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Il fascino delle piante sempreverdi, specie care ai nostri antenati che le consideravano immortali, è irresistibile. Nelle grigie giornate invernali, quando tutto attorno risulta quiescente, il lauroceraso (Prunus laurocerasus L.) illumina il paesaggio con il suo fogliame verde e lucido.
Appartenente alla famiglia delle Rosaceae, il lauroceraso è un arbusto dal portamento imponente che viene utilizzato spesso nelle bordure dei giardini. In campagna, si può avere la chance di vedere la sua infiorescenza che, grazie alla moltitudine di fiori e alla fragranza avvolgente, attira molti insetti impollinatori. Nonostante l’aspetto innocuo, il lauroceraso non dev’essere assolutamente ingerito poiché contiene al suo interno i glucosidi cianogenetici, sostanze vegetali che possono liberare il mortale cianuro. Questo composto molto tossico ha una particolarità che lo rende abbastanza riconoscibile; esso infatti libera un leggero profumo di mandorla!
Il lauroceraso, come suggerisce il nome, è una specie di chimera vegetale che unisce delle foglie simili all’alloro (Laurus nobilis L.) ai frutti che ricordano le ciliegie (cerasus è un termine latino che i riferisce al gustoso frutto primaverile).
Originario del sud-est europeo e dell’Asia Minore, fu introdotto in tutta l’Europa a fine Cinquecento per ornare i viali elle residenze signorili, che impreziosiva grazie alla sua struttura imponente e all’apparato fogliare vistoso e dal colore smeraldino. Nonostante la sua tossicità , anticamente con
questa pianta si preparava un tonico blandamente sedativo chiamato Acqua di Lauroceraso. Come molte altre piante tossiche, il Lauroceraso dimostra una certa selettività : mortale per i mammiferi ma innocuo per storni e merli che, cibandosi dei frutti, favoriscono la disseminazione e la diffusione di questa specie.